perchè se me lo avessero detto da piccolo, sai quanto tempo risparmiato?


L’uomo osservava il cucciolo che dormiva.
Lo guardava come si guarda un miracolo con gli occhi della speranza e del rimpianto.
Il cucciolo non mangiava.
Rifiutava il cibo dopo averlo annusato a lungo e dopo averci passato stancamente la lingua una o due volte.
L’uomo gli cercò per giorni e mesi l’erba più fresca, i germogli più teneri ma tutto era inutile e disperato.
Inventò storie da raccontare ogni sera.
Lasciava che il cucciolo si addormentasse poi si dava un sogno di fantasmi con la siringa nella vena.
Tornava bambino sui sentieri di un tempo tra i campi di orzo e avena.
Il cucciolo lo guardava e non capiva.
L’uomo “sudò per farlo stare in piedi… ci provò e riprovò…”
Ma era tutto inutile.
Dormi… dormi ora e sogna.
Because maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after all
You're my wonderwall

yo no quiero sufrir
pero aqui estoy

E poi dicono AH CHE BELLA VITA FANNO GLI ATTORI!
Arriviamo domenica sera all’ora di cena sotto la pioggia che ci accompagna negli ultimi 400 km di viaggio, praticamente da Lione in poi.
Aperitivo – presentazione con i francesi (quelli che non conoscevamo già) – cena e grande festa danzante in onore de LESITALIENS CHE SON ARIVEE’…
Si balla si beve e si fuma.
Bella atmosfera.
Verso le due (sempre sotto la pioggia) raggiungo insieme ad Alice (che ha dormito con me per il fatto che russiamo entrambi) la nostra roulotte.
Vado a fare una doccia ai bagni del camping e torno.
Mi infilo nel sacco a pelo e, tempo 20 minuti sento bussare.
Apro: è Martina ciucca persa in gattoni che dice robe senza senso.
Esco, me la carico sulle spalle e la porto verso la sua Roulotte ma deve pisciare e allora la porto ai bagni e le faccio fare la pipi (per fortuna ha la gonna e la cosa risulta semplice a parte tenerla dritta sulla tazza).
La ricarico in spalla e vado verso la sua roulotte.
Piove.
Passo di fianco all’igloo del tecnico Francesco che se ne sta sotto l’acqua seduto di fianco alla tenda su una seggiola di plastica bianca.
“FRANCI, CAZZO, VA A LETTO CHE DOMANI SI PROVA”
“SONO GIA’ A LETTO”
“NO CHE NON SEI A LETTO E PIOVE. VAI NELLA TENDA”
(la Marty nel frattempo mi lecca il collo)
“IO STO BENE QUI AL FRESCO”
“CAZZI TUOI FRANCESCO”
Scarico la Marty nella sua roulotte e torno nel sacco a pelo bagnato da capo a piedi.
Alice russa.
Mi addormento.
Francesco si è svegliato verso le 8 del mattino. Ancora sulla seggiola.
La pioggia è finita verso le 7.
Alle 9:30 prove.
Freschi come rose.
E ci vogliamo un gran bene.

C’era una bambina con gli occhi nerineri come la mamma d’Algeria e i capelli chiari come il babbo di Ajaccio.
Questa bambina viveva in una tenda blu composta da tre stanze ed un’amaca.
I suoi amici erano una gatta diciannovenne sdentata con la lingua pendula di nome Minù ed una bacheca di insetti stecco.
Un giorno vide che i miei occhi erano stanchi e mi costruì nuovi occhiali fatti con tre rametti di mora e un vetrino opaco.
Io le dissi "Merci A."
Lei mi diede un bacio sul naso.

(Dopo poco freccia sulla sinistra... Ronco B.)

Eliseo Servidei stava per prendere sonno alle 10 meno 10, come ogni sera, dopo aver letto quattro pagine del romanzo poliziesco che teneva sul comodino in quel periodo.
Chiuse gli occhi ma sentì un leggero disagio.
Come un peso nel petto.
E gli venne un dubbio, dopo tanto tempo.
"E se esistesse davvero? Se alla fine me lo trovassi davvero di fronte a giudicarmi?"
Non riusciva a smettere di pensare.
Accese di nuovo la abat-jour, si infilò le ciabatte di morbida pelle che poco prima aveva allineato sul tappetino ai piedi del letto e si alzò.
Si avvicinò alla finestra ed aprì gli scuri guardando i tetti sottostanti.
Si stava preparando un temporale coi fiocchi.
Pensava alla sua giovinezza e gli venne in mente di quando, proditoriamente, aveva finto di dimenticarsi di restituire quelle 5000 lire al suo vecchio collega Orlandini.
Si chiese se fosse ancora vivo e se abitasse ancora nella vecchia casa dietro la stazione.
I tuoni aumentarono.
Decise che all'indomani mattina subito dopo colazione sarebbe andato a cercarlo.
Il vecchio caro Orlandini.
Chiuse rinfrancato la finestra, e torno a letto.
Spense la luce e chiuse gli occhi.
Sentì una leggera fitta al braccio destro.
Non fece in tempo a muoversi che era morto.
Ai funerali non si presentò nessuno.

Ci vediamo domani sera al mare.
Non portare niente.
Io arrivo direttamente dal lavoro.
Soprattutto lascia a casa l'orologio.
Le luci ci sono già.

My love she speaks like silence,
Without ideals or violence,
She doesn't have to say she's faithful,
Yet she's true, like ice, like fire.
Non c'è quasi più tempo, te l'ho detto tanto tempo fa
e sono già tre notti senza fiato di sogni attorcigliati
stasera vengo lì

In pausa pranzo sono andato a farmi tagliare i capelli che con 'sto caldo non li sopportavo più e stanotte ho dormito con la fascia tipo calciatore.
Mi siedo sulla poltrona dello shampo e lo schienale comincia a farmi un massaggio su tutto il filone della schiena.
In più mettici le sapienti dita della sciampista tra i capelli.
Così, senza che me l'aspettassi, mi si è messo in movimento il parco giochi.
E son soddisfazioni, dovute al progresso tecnologico, direi.